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Il cane da lavoro: gestione, educazione, relazione con l'uomo

Pubblicato da in Comportamento animale ·

RELAZIONE DELL' AVVOCATO MAURI ZIO BARBIERI
AL SEMINARIO "IL CANE DA LAVORO: GESTIONE, EDUCAZIONE, RELAZIONE CON L'UOMO"
ANCONA - 12 SETTEMBRE 2008

L'ENCI (Ente Nazionale della Cinofilia Italiana) è un Ente, sottoposto alla vigilanza del Ministero per le politiche agricole, il cui scopo è esclusivamente zootecnico, essendo stato costituito per tutelare le razze canine riconosciute e per migliorarle, incrementandone l'allevamento, disciplinandone l'impiego e la valorizzazione a fini zootecnici.
Da tempo il Ministero è intervenuto per la selezione dei cani non soltanto sotto il profilo fisico, ma anche sotto il profilo psico-attitudinale, ed attraverso i disciplinari con l'ENCI ha fatto in modo che le razze canine siano compatibili con l'utilizzo che ne viene fatto dall'essere umano, affinché non siano un pericolo ma soltanto un piacere e possano quindi svolgere quello che è il loro compito.
Per la sua specifica attività meramente zootecnica l'ENCI necessita di adeguate palestre; come infatti un atleta ha bisogno di una palestra, di un campo sortivo o di una pista per prepararsi a svolgere la propria .attività e raggiungere le prestazioni migliori, così gli animali, in questo caso i cani, hanno bisogno di palestre per svolgere la loro attività ed esaltare le loro qualità migliori al fine della riproduzione delle razze.
Soltanto per questo specifico fine l'ENCI ha assoluta necessità che alcune razze, nel nostro caso le razze da caccia, svolgano la loro attività di allenamento, preparazione e - cosa più importante - di espletamento delle prove in zone dove vi è un'assoluta integrità del territorio.
Quindi l'attività di allenamento e di espletamento delle prove si svolge essenzialmente in parchi, oasi, aree protette, zone di ripopolamento e cattura, cioè laddove non vi è possibilità di esercizio venatorio e laddove la selvaggina è in condizione di piena naturalezza.
Si deve tenere conto infatti che l'espletamento dell'attività cinofila è del tutto naturale e non incide in termini negativi sulla popolazione degli animali presenti sul territorio in quanto è un confronto naturale tra una animale che corre e un animale che, se viene "infastidito", o se ne va correndo o se ne va volando, senza nulla di cruento.
Teniamo a precisare che l'attività di allenamento ed espletamento prove si svolge in tutta Europa ed in tutto il mondo senza alcun problema o limitazione e che l'accertamento delle qualità fisiche e psico-attitudinali delle razze canine si svolge ovunque, perché nell'attuale mondo globale esiste un confronto ed una grande competizione anche su tutti gli aspetti zootecnici.
Evidenziamo a questo proposito che nella Regione Marche 1'ENCI da oltre venti anni svolge la propria attività cinotecnica con convenzioni, sia con la Regione che con le Province di Ancona, Pesaro e Macerata, in oasi, zone protette o demaniali con assoluta regolarità, rispettando scrupolosamente gli specifici regolamenti.
Il raggiungimento di questo obiettivo zootecnico pretende ovviamente un costante ed importante connubio cane/uomo che si pone come condizione essenziale per un corretto apprendimento da parte del cane delle tecniche necessarie per l'espletamento della sua attività.
Questo connubio nasce nel momento stesso ìi cui il cinofilo entra in possesso del proprio ausiliare e rimane sempre in essere senza alcuna eccezione.
Il rapporto cane/cinofilo non è infatti un mero rapporto di interesse ma è un sostanziale rapporto di reciproco affetto e considerazione, che prescinde dalle più o meno elevate prestazioni dell'ausiliare.
Non esiste infatti un cinofilo che abbandoni o maltratti il proprio compagno di avventure!
Se pertanto uno degli obiettivi fondamentali dell'Ente, pubblico e delle Associazioni animaliste è quello di garantire che il soggetto animale sia sempre ritenuto meritevole di dignità e tutela, ne deriva che dovranno privilegiare quegli enti ed associazioni, come l'ENCI, che si prefiggono, prima di tutto, di educare i propri iscritti a questo principio di civiltà.




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